Acciaio inossidabile: come manteniamo la resistenza alla corrosione dopo la saldatura
L’acciaio inox resiste alla corrosione grazie a un sottile strato di ossido di cromo che si forma in superficie, lo strato passivo.
È quello strato che fa il lavoro. Ed è esattamente quello strato che la saldatura, per sua natura, interrompe.
Se il processo non è gestito con attenzione, il giunto saldato diventa il punto più debole proprio dove il cliente si aspetta la massima resistenza.
Cosa succede metallurgicamente durante la saldatura?
Il calore della saldatura può innescare due fenomeni, se non controllato:
- Sensibilizzazione: nella zona termicamente alterata, il cromo può precipitare ai bordi di grano sotto forma di carburi, impoverendo localmente il metallo del cromo che dovrebbe proteggerlo. Il risultato è una maggiore vulnerabilità alla corrosione intergranulare, proprio in prossimità del cordone.
- Colorazione termica (heat tint): l’ossido visibile attorno al giunto si forma sottraendo cromo dallo strato di metallo immediatamente sottostante. Quello strato impoverito è molto meno resistente alla corrosione del materiale base, anche se esteticamente il pezzo può sembrare a posto.
Il controllo del processo viene prima di tutto
Su componenti come quello in foto, un tubo in pressione, esposto a calore e umidità, la prevenzione comincia prima del post-trattamento:
parametri di saldatura ripetibili e apporto termico contenuto, per limitare l’estensione della zona termicamente alterata; copertura del gas di protezione adeguata, e gas di backing/purging all’interno del tubo, per evitare l’ossidazione sul lato radice — più critica da trattare a posteriori perché non è accessibile.
Cosa facciamo dopo la saldatura
Decapaggio: rimozione chimica dell’ossido termico e dello strato di metallo impoverito di cromo sottostante, per riportare in superficie un metallo passivabile.
Passivazione: ricostituzione dello strato di ossido protettivo che garantisce la resistenza alla corrosione dichiarata dal certificato materiale.
Utensili dedicati per la lavorazione dell’inox (spazzole, dischi, banchi separati): evitano la contaminazione da particelle ferrose, che innescano punti di ruggine superficiale non legati a un difetto del materiale, ma comunque inaccettabili su un componente certificato.
In sintesi
Il certificato materiale (EN 10204) garantisce la resistenza alla corrosione dell’acciaio di partenza. Ma quella resistenza, sul giunto, dipende da come la saldatura è stata eseguita e trattata — non dal materiale in sé. È qui che si vede la differenza tra un fornitore che salda e uno che governa il processo.
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